FAI Giornate d’Autunno 2025: viaggio nella Genova e nella Liguria dell’Ottocento tra arte, fede e paesaggi storici

Le Giornate FAI d’Autunno tornano in Liguria l’11 e 12 ottobre, offrendo al pubblico un’occasione unica per riscoprire i tesori artistici, architettonici e paesaggistici della regione. Dalla Genova ottocentesca (Palazzo Celesia e la basilica di Santa Maria Immacolata) alla riviera di Levante, il Fondo per l’Ambiente Italiano aprirà luoghi solitamente chiusi al pubblico, valorizzando il patrimonio culturale e promuovendo, per la prima volta, iniziative inclusive con traduzione simultanea in Lingua Italiana dei Segni (LIS)

Da Genova a Levanto, da Camogli a Lerici, un viaggio straordinario tra palazzi, abbazie, ville e giardini. Oltre dieci siti visitabili, esperienze guidate, percorsi naturalistici e iniziative inclusive con traduzione in lingua dei segni per rendere la cultura accessibile a tutti.

Genova, ottobre 2025.
Le Giornate FAI d’Autunno tornano in Liguria l’11 e 12 ottobre, offrendo al pubblico un’occasione unica per riscoprire i tesori artistici, architettonici e paesaggistici della regione. Dalla Genova ottocentesca alla riviera di Levante, il Fondo per l’Ambiente Italiano aprirà luoghi solitamente chiusi al pubblico, valorizzando il patrimonio culturale e promuovendo, per la prima volta, iniziative inclusive con traduzione simultanea in Lingua Italiana dei Segni (LIS).
Genova: l’Ottocento tra arte e rinascita urbana
Protagonista di questa edizione è la Genova dell’Ottocento, con due aperture straordinarie in via Assarotti:
- Palazzo Celesia, emblema del piano urbanistico di Carlo Barabino del 1825 e decorato dagli affreschi civili e morali di Niccolò Barabino, sarà visitabile sabato e domenica (10.00–17.30, ultimo ingresso 16.30).
📩 Info: genova@delegazionefai.fondoambiente.it - Poco distante, la Basilica di Santa Maria Immacolata, in stile neo-quattrocentesco, accoglierà i visitatori con visite guidate e aperture straordinarie (sabato 10.00–17.00, domenica 14.30–17.30).
Palazzo Celesia: la Genova borghese dell’Ottocento
Nel cuore di via Assarotti, simbolo del piano regolatore di Carlo Barabino del 1825, sorge Palazzo Celesia, straordinario esempio della nuova città borghese ottocentesca. Il palazzo, solitamente chiuso al pubblico, rappresenta un manifesto della Genova moderna, con la sua architettura neorinascimentale e il portico ad arcate ispirato agli archi di trionfo romani.
Gli affreschi di Niccolò Barabino, scelti dal proprietario Domenico Celesia, esprimono una concezione dell’arte come strumento educativo e morale, in linea con i valori mazziniani e civili del tempo. La pittura abbandona la complessità barocca per privilegiare una chiarezza narrativa coerente con la società moderna e razionale.
Le visite si terranno in via Assarotti 40, sabato e domenica dalle 10.00 alle 17.30 (ultimo ingresso alle 16.30). Il palazzo, attualmente in restauro, sarà aperto eccezionalmente per l’occasione.
Per informazioni: genova@delegazionefai.fondoambiente.it
Fino alla metà dell’Ottocento, l’area oggi occupata dalla Basilica dell’Immacolata era una valle verde tra i colli di San Bartolomeo e San Rocchino, dominata dal colle di Murtedo con ville e uliveti. Da qui partivano tre percorsi: la via dei Santi Giacomo e Filippo, la salita dei Cappuccini e la crosa di San Rocchino, con cappella di San Rocco legata ai Fieschi. L’intero comprensorio apparteneva infatti alla storica villa Fieschi, poi smembrata. Nel 1835 Carlo Barabino progettò via Assarotti, trasformando l’assetto urbano e preparando il terreno alla futura costruzione della Basilica.
La Basilica dell’Immacolata nacque nel 1854 per iniziativa di Pietro Gambaro, che donò i terreni e avviò i lavori, interrotti alla sua morte. Nel 1863 l’arcivescovo Charvaz rilanciò il progetto, affidato a Maurizio Dufour, che lo ridisegnò in stile neo-quattrocentesco; la chiesa fu aperta al culto nel 1873 e arricchita negli anni con campanile, cupola, cappelle, mosaici e vetrate. Leone XIII la elevò a Collegiata (1894) e Pio X a Basilica Minore (1905). Colpita dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, fu più volte restaurata nel Novecento, fino ai lavori su facciata e interni degli anni ’90, rimanendo un fulcro artistico, culturale e religioso della città, simbolo della devozione mariana e del patrimonio storico genovese.
La Basilica di Santa Maria Immacolata, unisce rigore rinascimentale ed eclettismo ottocentesco. Il progetto definitivo di Maurizio Dufour, rielaborando l’idea di Domenico Cervetto, si ispira alla scuola toscana del XV secolo, con inserti lombardi. La facciata, tra le più imponenti d’Italia, è realizzata in marmi policromi (Carrara, Serravezza, Broccatello, rosso di Verona), arricchita da statue di santi e angeli, medaglioni, mosaici dorati e un grande rosone con l’Incoronazione della Vergine; fu completata nel 1904 e lodata da Papa Pio X. La cupola, completata nel 1884, con il tamburo decorato da statue delle virtù teologali e cardinali e la lanterna che diffonde luce interna, è coronata dalla statua bronzea dell’Immacolata di Giuseppe Pellas. Il campanile gotico ospita venti campane fuse a Udine. L’interno, articolato in tre navate e otto cappelle laterali, presenta grandi pilastri con ornati dorati, affreschi di Giovanni e Tullio Quinzio raffiguranti santi protettori di Genova e simboli evangelici, l’organo di William George Trice, edicole per il fonte battesimale e Nostra Signora di Lourdes. Il pavimento del 1927, capolavoro di intarsio marmoreo, impiega marmi rari da tutto il mondo e lo stemma della basilica, creando un tappeto decorativo armonioso e simbolico.
COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?
Uno dei veri tesori della Basilica è la possibilità di salire sui matronei e godere di una vista mozzafiato delle navate dall’alto, oppure di affacciarsi dalle tribune esterne e ammirare la facciata e la suggestiva via Assarotti da un punto di osservazione unico. Appena varcato il portone, si resta senza fiato davanti all’imponente organo monumentale G.W. Trice (1890), circondato da sei colonne marmoree e splendidi intarsi lignei. E come piccola meraviglia extra, ai lati si trovano due rarissime acquasantiere ricavate da valve di tridacna gigante, provenienti dall’Oceano Pacifico: un dettaglio naturalistico che stupisce per bellezza e rarità. Tra arte, architettura e curiosità straordinarie, la visita alla basilica diventa un’esperienza indimenticabile, capace di affascinare ogni visitatore. La Basilica è sempre aperta e visitabile, permettendo a chiunque di ammirarne la magnificenza in qualsiasi momento. Tuttavia, per cogliere appieno ogni segreto e ogni dettaglio, le visite accompagnate dal FAI offrono un’esperienza unica, capace di svelare storia, arte e curiosità che altrimenti potrebbero sfuggire. Tra arte, architettura e meraviglie naturali, la visita diventa davvero indimenticabile.
Basilica di Santa Maria Immacolata: la fede nella Genova in trasformazione
Poco più in basso, in via Assarotti 24, sorge la Basilica di Santa Maria Immacolata, costruita a partire dal 1854 su iniziativa di Pietro Gambaro e completata nel 1873 su progetto di Maurizio Dufour. L’edificio, in stile neo-quattrocentesco, riflette il gusto toscano e lombardo dell’epoca, e rappresenta uno dei capolavori religiosi della città ottocentesca.
All’interno si conservano due acquasantiere uniche al mondo, ricavate da valve di tridacna gigante provenienti dall’Oceano Pacifico, un organo storico di William George Trice e un magnifico pavimento in marmi policromi del 1927. Le visite FAI offriranno la possibilità di accedere ai matronei e alle tribune esterne, per una prospettiva inedita sulla facciata e sulla via Assarotti.
Aperture: sabato dalle 10.00 alle 17.00 (ultimo ingresso alle 16.00) e domenica dalle 14.30 alle 17.30 (ultimo ingresso alle 16.30).
Per informazioni: genova@delegazionefai.fondoambiente.it
Sestri Levante – Villa Durazzo: arte, agricoltura e paesaggio
La Villa Durazzo e la sua esedra di Santo Stefano aprono al pubblico con percorsi nel parco collinare e nei suoi antichi ambienti agricoli, dal frantoio al mulino. La visita ripercorrerà la storia della famiglia Durazzo e dei suoi ospiti illustri – tra cui l’imperatore Giuseppe II, Goldoni e Clelia Durazzo Pallavicini – immersi tra ulivi, ninfei e giardini scenografici.
📩 Info: portofino@delegazionefai.fondoambiente.it
Inclusione e cultura: visite in LIS
In occasione delle Giornate FAI d’Autunno, grazie all’accordo tra il FAI e l’Istituto Assarotti per Sordomuti di Chiavari, l’Abbazia di San Fruttuoso di Camogli e Casa Carbone di Lavagna proporranno visite con traduzione simultanea in LIS, promuovendo l’inclusione sociale e la piena accessibilità dei beni culturali.
Abbazia di San Fruttuoso, Camogli
Antico monastero benedettino e poi residenza della famiglia Doria, l’abbazia sarà visitabile sabato e domenica (10.00–15.45).
📅 Visite speciali:
- “Ti racconto l’Abbazia” – sabato ore 13
- Passeggiata naturalistica – sabato e domenica ore 14
- Visita guidata con il direttore – domenica ore 13
📩 Info: fai.sanfruttuoso@fondoambiente.it
🔗 Prenotazioni: www.giornatefai.it
Casa Carbone, Lavagna
Una dimora borghese di fine Ottocento, rimasta intatta nel tempo e donata al FAI dai fratelli Carbone. Durante il weekend si potrà scoprire l’interno della casa museo e il suo giardino agrumato, con visite guidate (10.15–18.00) e percorsi speciali in LIS (sabato e domenica ore 15.45).
Sabato è prevista anche l’escursione “Da Casa Carbone a Santa Giulia ad Alta” (ore 10).
📩 Info: faicarbone@fondoambiente.it
🔗 Prenotazioni: www.giornatefai.it
Antica Barberia Giacalone, Genova
Nel cuore del centro storico, in vico dei Caprettari, la storica Barberia Giacalone aprirà sabato 11 ottobre (10.00–17.00). Fondata nel 1882 e restaurata dal FAI nel 1992, è un autentico gioiello liberty di appena dieci metri quadrati. I visitatori potranno assistere al lavoro dei barbieri genovesi che ne proseguono la tradizione.
Torre Pagana, San Michele di Pagana (Rapallo)
Domenica 12 ottobre, alle ore 15, un itinerario guidato porterà i visitatori dalla chiesa di San Michele – con opere di Van Dyck e Maragliano – fino alla Torre Saracena, con scorci mozzafiato sul Golfo del Tigullio.
📩 Prenotazione: segreteriafailiguria@fondoambiente.it
📞 Tel. 010 2091043
Casa e Collezione Laura, Ospedaletti
Villa San Luca, residenza e collezione di Luigi Anton e Nera Laura, ospita oltre 6.000 opere d’arte applicata. Le visite (10.00–13.30 e 14.00–17.30) si tengono sabato e domenica, con percorsi guidati a cura dello staff.
📩 Info: failaura@fondoambiente.it
🔗 Prenotazioni: www.giornatefai.it
Podere Lovara, Levanto
Sospeso tra mare e boschi a Punta Mesco, il podere racconta la storia del lavoro agricolo e della biodiversità delle Cinque Terre. I visitatori potranno partecipare a visite e incontri informativi sabato e domenica (10.00–17.00).
📩 Info: faimesco@fondoambiente.it
🔗 Prenotazioni: www.giornatefai.it
Villa Rezzola, Lerici
Con affaccio sul Golfo dei Poeti, la villa ottocentesca circondata da un giardino all’inglese sarà aperta agli iscritti FAI sabato e domenica (10.00–18.00).
📩 Info: faivillarezzola@fondoambiente.it
🔗 Prenotazioni: www.giornatefai.it
Le Giornate FAI d’Autunno 2025 in Liguria si confermano come un grande evento diffuso, che unisce arte, natura, storia e inclusione sociale, aprendo porte e orizzonti su un patrimonio che continua a vivere e rinnovarsi attraverso la partecipazione di tutti.
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